Siamo nella metà del 2026 e, a dire il vero, si fatica a intravedere grandi sbocchi per l’arte contemporanea; anzi, proprio nel voler essere oggettivi, da almeno quindici anni la situazione appare bloccata e stagnante. Eppure tutto intorno continua a procedere: il sistema-formicaio sembra attivo, ogni giorno si apre una mostra, di sera si brinda a un vernissage, in asta si batte sempre un nuovo record, le Biennali vengono prese d’assalto, il web è tempestato di immagini artistiche, la gente scatta cinque miliardi di fotografie al giorno; insomma, quest’apparente mobilitazione tende a farci credere che il “paziente” sia ancora in salute e non certo in coma […]
“Scrivi in modo che ti possa capire un lattaio dell’Ohio”, insegnava il celebre giornalista Webb Miller, e quindi cercherò di far accedere tutti in questo articolo, dal macellaio di Fucecchio alla casalinga di Voghera; il nomadismo, la transavanguardia fredda, l’ibridazione, il genius loci, il pensiero debole possono aspettare. Da dove vogliamo partire? A un minuto prima di Banksy […]
“Il muro è la pubblicità che si sottrasse sempre alla censura, è là dove fu consegnata la pura opinione popolare” – scriveva Carlo Dossi, ribadendo un concetto che dal tempo delle pasquinate e delle “fontane parlanti” rifletteva quell’ideale di vox populi, libero e autonomo […]
Molti artisti, in questo torrido caldo estivo, hanno fatto la valigia, chiuso a chiave l’atelier e sono partiti per le ferie con la speranza, a settembre, di vedere cambiate le cose. “Magari in autunno arriverà il meritato successo, il mercato mi accoglierà, garantendo il giusto posto che mi spetta […]